Caro Ciavarella,
questa iniziativa è decisamente interessante ed ha tutto il mio plauso. E’ meritoria anche la proposta di modulare l’età pensionabile in base alla meritocrazia (cito testualmente quanto da te scritto: “un’estensione dell’età pensionabile come in USA, per chi è particolarmente attivo e dimostra eccezionali capacità”). E’ quello per cui mi sono sempre battuto. Sopratutto oggi che pensionare tout court in base all’età, senza entrare nei meriti scientifici e del valore del “pensionando” è pura follia, anche in vista del fatto che il nostro pensionamento NON apre spazi per i giovani, a causa del mancato turnover, e serve solo a dissanguare una già esausta università. Io ho lottato fermamente contro questo e siccome lo scorso primo novembre ho raggiunto i 70 anni, ho cercato di convincere il Rettore che era un atto di pura follia sbarazzarsi di un top gun (ho aperto un laboratorio di proteomica qui al Poli di Milano sei anni fa che è il fiore all’occhiello di tutto l’ateneo ed è tra i primi laboratori al mondo nel settore!). Ma non c’è stato verso: i rettori sono fedeli ai dettami di Roma (schiavi di Roma, come dice il nostro inno nazionale) e si guardano bene di opporsi a leggi inique. Così sono stato “rottamato”, senza che questo potesse giovare ai miei giovani collaboratori nè portare beneficio di sorta ai nostri atenei. In compenso, continuo ad andare in giro per il mondo a ricevere prestigiosi premi (vedi i due allegati) ma non c’è da preoccuparsi: ai nostri beneamati rettori NON pare che questo interessi, l’importante è seguire fedelmente l’orrenda riforma Gelminiana che ha fatto disastri incalcolabili e ha prostrato definitivamente i nostri atenei pubblici (sicuramente a vantaggio di quelli privati). Un classico esempio? Quando si lottava contro la sua riforma, la Gelmini strillava sui giornali che noi eravamo contro la meritocrazia (parola che in bocca sua ha sempre avuto il sapore di segnali di fumo da indiani metropolitani) e che eravamo a favore dei baroni e del nepotismo. Infatti, era lei che andava a braccetto (e tuttora ci va) con il Frati, il despota della Sapienza di Roma che ha colonizzato l’università intera trasformandola in un convento in cui i suoi fraticelli (parenti ed affini) si godono prebende senza averne diritto. Fosse stata onesta, avrebbe acquistato spazi pubblicitari sui giornali condannandolo duramente e chiedendo la sua testa. Ve la immaginate la Gelmini in piede di guerra contro i baroni e i mafiosi che sono la rovina della nostra università? Una barzelletta colossale.
Ripeto, plaudo fortemente a questa tua iniziativa e ti autorizzo a pubblicare questa mia missiva dovunque tu ritenga opportuna.
Con viva cordialità, P.G. Righetti (rottamato da 1/11/2011).
Blog per discutere di valutazione della ricerca, di iniziative per gli scienziati italiani, di università.
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Caro Michele,
RispondiEliminasono un fisico (h-index 72) che si e' iscritto da poco al tuo blog. Nella messe di informazioni che con qualche difficolta' ho cominciato a guardare (una strutturazione degli argomenti, un indice, una qualche organizzazione degli argomenti sarebbe utile, forse c'e' gia' ma non sono riuscito a trovarla) mi e' balzato all'occhio
la lettera di Righetti sui pensionati/rottamati. Dato che per ragioni locali (nel nostro Dipartimento di Fisica e Astronomia e' un tema scottante e delicato)
ho avuto modo di confrontarmi col problema desidero aggiungere una considerazione:
"Secondo me c'e' sempre confusione tra regola generalista e casi speciali. Il fatto che il legislatore non sia in grado di vagliare i casi speciali, ne' di mettere in mano ai dirigenti la flessibilita' necessaria, e' un limite del sistema. Tuttavia non si puo' partire da tale limite per giustificare una critica tout-court a una norma che, generalisticamente parlando, e' sacrosanta.
Non sono prossimo alla rottamazione, ma sono convinto che anche tra due lustri rimarro'
della stessa idea: il mantenimento di eccellenze nelle strutture accademiche
e' auspicabile purche' rimanga a livello di eccezione e, specialmente, sia limitato ad una presenza di sostegno delle attivita' stesse. La presenza pesante dei "rottamati" altera invece i meccanismi naturali di turn-over dell'attivita' accademica. A chi fa riferimenti all'estero vorrei ricordare che, perlomeno
nel mio campo scientifico, l'eta' pensionabile e' inderogabilmente fissata a 65 anni, anche se uno ha vinto un Nobel. Infine il problema sarebbe molto piu' limitato se i "rottamati" non pretendessero di mantenere i loro spaziosissimi uffici e segreterie (in senso figurato e non)."
Se vuoi puoi metterla tra i commenti in risposta al prof. Righetti.
Saluti, LS
Luca Stanco, INFN Padova, Via Marzolo 8, 35131 Padova, Italy
Tel. +390499677076, Handy: +393472545250
http://www.pd.infn.it/~stanco