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mercoledì 14 marzo 2012

Finanziamenti mirati e meritocratici, e non alle “cordate” (ovvero di fatto a pioggia)!

Finanziamenti mirati e meritocratici, e non alle “cordate” (ovvero di fatto a pioggia)!

di Michele Ciavarella, Politecnico di Bari, delegato al RETTORE al CNR, Humboldt Fellow, TUHH Hamburg (D)
Fabio Fornara, PhD, Universita' degli Studi di Milano, ERC Holder
Stefano Pluchino, MD, PhD Lecturer in Brain Repair, University of Cambridge UK, ERC Holder
Dana Branzei, Ph.D, Head of the "DNA repair" lab, U. Milano, ERC Holder
Cristiano Collettini, Dip Scienze della Terra Univ di Perugia, ERC Holder
Grazyna E. Ptak PhD DSc, ricercatore Dip di Scienze Biomediche Comparate, Università di Teramo ERC Holder

Leggiamo con interesse la lettera del Prof. Ghidini al Direttore del Corriere, che tuttavia appare in discreto contrasto con i recenti dibattiti sul finanziamento della Ricerca di Base. Sul Sole24Ore di inizio Gennaio, infatti, autorevoli Rettori di importanti Università e, per la parte del reclutamento, anche alcuni di noi (“Concorsi e leggi non sono ancora uguali per tutti, Sole24ore del 11 Gennaio), hanno scritto commenti che al Prof. Ghidini devono essere sfuggiti. Sui progetti PRIN, di cui egli parla bene, ci sono state critiche unanimi al meccanismo di “cordata” che lui sembra preferire a quello del merito individuale, e la cui scelta in realtà nasconde una nostra incapacità, nonostante la nuova struttura ANVUR, di “valutare” come dice già il Rettore della Bocconi Prof. Tabellini (la sindrome di “Bertoldo”). Invece, gli scienziati italiani sono eccezionalmente bravi a vincere i progetti ERC (European Research Council), i più prestigiosi riconoscimenti di entità considerevole e che sono basati esclusivamente sul merito individuale (ordine di grandezza del milione di Euro), ma che i singoli ricercatori italiani decidono in gran parte di portare all’estero.

Il Prof. Tabellini ha mostrato che i PRIN finiranno esattamente per essere a pioggia, e in più avendo delegato la selezione alle singole Università, appare enorme il rischio che la valutazione sia tuttaltro che meritocratica, e la “grandezza > X” del progetto che chiede il Prof. Ghidini, non pare affatto qualcosa di positivo. Il termine “finanziamento a pioggia”, che per primo usò Felice Ippolito già negli anni ’60, forse oggi è abusato ed è eccessivamente connotato in modo negativo. Si è usato per la Cassa del Mezzogiorno, che obiettivamente ha creato più “cattedrali nel deserto”, e fenomeni di malaffare, che reali occasioni di sviluppo, ma non perché mancassero le cordate! Bisogna andare a fondo per spiegare come mai il Sud Italia è ancora regione della Convergenza, mentre la Germania in pochi anni ha integrato l’Est, che pure veniva da una condizione persino politicamente diversa e molto in ritardo. Forse i fondi investiti in termini di quantità (0,5% del PIL), pur in presenza di una legislazione speciale, sono stati inferiori agli investimenti pubblici realizzati in via ordinaria negli stessi anni nel Nord del paese (35% del PIL) [Cassa per il Mezzogiorno. Dodici anni, 1950-1962, Bari, Laterza, 1962, 5 vol 1], e ancora di più inferiori a quelli che la Germania ha potuto investire nell’est in deroga persino alle leggi sugli aiuti di stato europee.

Nella ricerca di base, il passaggio dal finanziamento “a pioggia” è stato richiamato quando i Centri di Eccellenza del MIUR finanziati nel 2001 con il Ministro Moratti, vennero chiusi dicendo che dopo solo 3 anni di attività si sarebbe dovuto arrivare all’autofinanziamento (cosa che non ha paragoni nel mondo). Si è provato allora il finanziamento ancora più concentrato e con fondazione di diritto privato IIT, l’Istituto Italiano della Tecnologia, che pur diretto da un eccellente manager, non ha ancora reclutato nessuno dei primi 100 cervelli italiani secondo la classifica Via-Academy, e nemmeno premi Nobel, anche se è presto per fare bilanci. Non siamo certo qui a pretendere che, come si chiedeva ai Centri di Eccellenza, si autofinanzi dopo solo 10 anni dall’attivazione.

Tornando ai progetti ERC, gli italiani non hanno fiducia delle proprie strutture di provenienza, che spesso li hanno formati a livello eccellente, a costi enormi per lo Stato, ma che poi abbandonano con l’occasione dei finanziamenti, paradossalmente portando il cospicuo finanziamento all’estero, oltre che il proprio “cervello”. Nature in un articolo di Alison Abbott, citando una lettera di 30 vincitori di ERC all'ex ministro Gelmini, aveva chiesto condizioni speciali per tali “eccellenti”, il chè aveva dato forse la spinta ad inserire nella legge Gelmini un apposito concorso (art.29) per fare “chiamare” in modo diretto questi soggetti già valutati tali da organismi così prestigiosi.

Nel FIRB-Futuro in ricerca degli anni passati, che ha visto i giovani lanciarsi con grandi speranze (3 miliardi di Eu di progetti pervenuti contro i 50 ml. di finanziamento), e un processo di valutazione molto arbitrario con un solo reviewer lasciato inconsapevole della vera soglia di ammissibilità del progetto – si è creata quindi una difficoltà a scegliere l’eccellente, costretti a trascurare progetti che erano davvero sullo stesso piano di quelli finanziati, con il paradosso di vedere nei giudizi criteri di eccellenza, ma nei numeri, pochi punti in meno rendere il progetto non finanziabile. Anche discutibile la scelta del Prof. Ghidini di privilegiare solo certi settori – “ad esempio bio e nano-tecnologie, robotica e informatica”: sulla base di quale modello a priori di scelta?

Condivido quindi lo slancio a superare nanismo e provincialismo, e lo rilancio suggerendo un approccio più europeo, e concretamente funzionante. Una proposta per la ricerca di base o anche applicata potrebbe essere quella di imitare il funzionamento dei grants ERC, utilizzando i valutatori scelti negli elenchi ERC, per i prossimi PRIN, e anche a livello regionale, soprattutto nelle regioni della Convergenza, che hanno a disposizione fondi Europei anche per la ricerca. Il Consiglio Europeo della Ricerca (in inglese European Research Council - ERC) è la prima agenzia dell'Unione Europea dedicata al supporto della ricerca scientifica di frontiera incentrata sul ruolo del ricercatore investigator. Il grant ERC è di grande successo, e appunto sostituisce precedenti meccanismi di finanziamento della ricerca di base troppo soggetti ad esercizi di cordate. La sensazione generalizzata è che ERC costituisca un significativo miglioramento, vedasi http://erc.europa.eu/success-stories per alcune storie di successo. Sarebbe auspicabile che il nuovo Ministro Profumo, competente in quanto a lungo Rettore del Politecnico di Torino, il nuovo presidente CNR che è anche uno scienziato altamente citato (Luigi Nicolais), facciano ce per non perdere definitivamente la speranza di essere un Paese di rating “alto”, come gli Stati Uniti di Obama, che su tutto vogliono tagliare, meno che sulla Ricerca, su cui invece si investe maggiormente.

I criteri per la valutazione di ERC sono aperti e facilmente rintracciabili, come la lista dei valutatori (http://erc.europa.eu/evaluation-panels). C'è poco sforzo da fare quindi per stanziare fondi per programmi equivalenti al ERC, ad usare i valutatori ERC, che sono stati selezionati con standard molto elevati, e assegnare loro lo stesso tipo di risorse per la valutazione dei progetti.

Non escludo che anche a livello di investimenti sui privati, in parallelo al progetto HORIZON2020, che già si preannuncia come troppo “ a cordata”, sia invece necessario, in antitesi a quanto propone il Prof. Ghidini, riuscire a valutare delle singole aziende altamente meritocratiche, e finanziare solo queste, con importi decisamente alti.

Come pensiamo di combattere Google e Facebook, se disperdiamo le risorse con le cordate che indica il Prof. Ghidini, che, partito dall’ipotesi di evitare il finanziamento a pioggia, rischia di suggerire esattamente questo?

Riferimenti
1. M. Ghidini Ricerca, fermare i contributi a pioggia, Corriere della Sera, 12 Marzo

2. Caro ministro Profumo, falsa partenza sulla ricerca, di Fabio Beltram e Chiara Carrozza 3 gennaio 2012

3. La concorrenza tra le università non deve sparire di Guido Tabellini, 5 gennaio 2012

4. Meritocrazia anche per gli studi culturali, di Dario Braga, 7 Gennaio

5. Concorsi e leggi non sono ancora uguali per tutti di Michele Ciavarella, 11 gennaio 2012

6. Alison Abbott , European Research Council grantees want better status in Italy 29 Jul 2011, Nature News Blog

7. http://it.wikipedia.org/wiki/Consiglio_Europeo_per_la_Ricerca

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