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domenica 25 marzo 2012

risultati parziali sondaggi e qualche considerazione

Carissimi

i sondaggi sono stati aperti 3 gg., e in genere chi voleva votare ha votato. In ogni caso, a parte il mio nome, risultano molto graditi ai votanti i nomi in ordine progressivo di

Mannucci 13, Schwartz e Saino 12, Scoles 9, Stellacci 6, Cingolani Gambacorta Ghezzi Vacca e Folli 4, e altri con meno voti che pero' sono tutti invitati a farsi avanti come direttivo.

Io temo che nessuno di cui sopra vorrà prendere una carica di "presidente" o "chair", ma provo con la presente a chiedere comunque. Il Prof. Mannucci in particolare essendo stato fondatore del gruppo 2003, forse vede un conflitto. Chiedo a lui se puo' scrivere lui uno "statuto" o delle "regole" in modo che NON ci sia conflitto con il Gruppo2003, e quindi gli propongo proprio questa funzione, di curare i rapporti che siano cordiali e collaborativi con G03.

Concordo con la proposta di Giacinto Scoles, finche' non abbiamo un presidente, lavoriamo ad un gruppo "Proponente" piuttosto che direttivo.

Avrei piacere a sapere se di questi elencati almeno qualcuno entra, a parte Giacinto ovviamente, che vuole entrare nel "comitato proponente". Peter Schwartz, che peraltro e' autore della proposta documentata di abolizione del limite di eta' dei prof. universitari, dovrebbe assolutamente entrare.

Roberto Cingolani ovviamente ha una carica importante, come direttore di IIT, e forse se riesco a parlargli di persona in occasione di un seminario che faccio in settimana in IIT, riesco a convincerlo che si tratta di un gruppo apolitico, apartitico, che vuole fare proposte molto caute e concrete. Sarebbe importante averlo.

Tutti quelli che ho segnalato sarebbero importanti, perche' hanno contribuito a qualche intervento. Anche gli stranieri, per es. Francesco Stellacci e' uno dei giovani piu' promettenti in assoluto, come Liberato Manna che invece e' in Italia, come Franco Folli o Stefano Pluchino, i cui contributi sarebbero fondamentali.

Hanno votato fino a ora: 50 che non e' male dato che nel gruppo google sono entrati in ca.150.

Ho ricevuto la proposta aggiuntiva di presidenza da parte di Ettore Bartoli medico internista, e di grande carriera universitaria italiana, che essendo in congedo, mi dice avrebbe tempo. Naturalmente, i TIS sono a forte prevalenza medica e bio, e questo puo' anche essere visto come eccessivo. Daltronde, i medici hanno di fatto molta influenza nell'Universita', da sempre.

Un criterio per decidere bene come strutturarci verrà dal fatto di cosa poter fare per iniziare davvero. Gruppo2003, da quanto so, è partito davvero SOLO quando ha trovato un giornalista importante, in quel caso Roberto Satolli, e dei finanziatori, tra cui Regione Lombardia, e altri. Noi a chi possiamo ricorrere?

Io non avrei visto male di nascere come una costola, o un "blog" di Gruppo 2003, nel suo giornale Scienza in Rete, ma mi pare di capire da alcuni contatti con Mannucci, che non sia praticabile.

Mi farebbe piacere, chiunque voglia accettare di entrare nel comitato promotore, inclusi i votati di cui sopra, o Ettore, per mostrarsi motivati e per dare proposte, di scrivere una paginetta, basata sul blog dove ho raccolto la maggior parte di quanto e' successo sinora, e tenendo conto anche del sondaggio sui temi, che vedono la richiesta di

1) mappa di H index di tutti i docenti italiani (andrebbe estesa ai ricercatori). Si potrebbe cominciare da qualche parte mettendo su un sito, in cui poi chiunque può in modalità wiki porre il proprio H index. Naturalmente lo faranno solo quelli che hanno H alto. E potremmo fermarci qua. Che ne dite?

2) estendere modello ERC ad altri finanziamenti (su cui trovate un articolo completo nel blog, peraltro gia' passato alla Regione Puglia che forse lo prova a fare). Parlo di usare proprio il panel dei valutatori ERC.


3) fare con forza passare l'idea che h index e altri strumenti bibliografici non devono essere solo strumento di valutazione della università (VQR), la quale poi magari passi ad usare i soldi ricevuti con criteri diversi. Non si riesce ancora a far passare la valutazione dei singoli nelle idoneita' e nei concorsi locali. Questo mi pare impossibile come mission, possiamo solo scriver sui giornali, ma se non ce l'ha fatta la Gelmini, non ce la faremo certo noi, a parte una moral suasion.


Aggiungerei 4) proposta Schwartz eliminazione limite età pensionabile come pura age discrimination, da studiare come modalità, e 5) proposta Scoles, di trasferimento libero da una Università all'altra.

Rimane il fatto che per fare le cose di cui sopra 1 - 3, occorre gente che ci lavori, e io, conoscendo i miei tantissimi limiti, non posso fare tutto da solo. Se qualcuno avesse idee e mezzi (o idee per finanziamenti, anche se piccoli) su come fare, sarebbe il massimo!

Inserisco questi miei commenti sul blog.

Riguardo al farci aiutare da Via Academy, Mauro Esposti non mi ha risposto e quindi credo non sia interessato a collaborare, non so perche'. Non mi ha degnato nemmeno di una risposta diretta.



La fase che stiamo vivendo e' particolare, il Ministro Profumo sta andando avanti nella attuazione della Riforma Gelmini che ha luci ed ombre. Ricordo che la stessa sostanzialmente era ben vista da Gruppo2003, da molti ambienti Bocconiani (Perotti, Giavazzi, meno da Boeri), e da Confindustria. E' interessante notare che Confindustria, mentre perde pezzi importantissimi di grande industria come FIAT, ha una influenza notevolissima in Università e ricerca, in particolare tramite Gianfelice Rocca, che se non sbaglio ha un ruolo importante anche nel Board di IIT, Roberto Cingolani puo' confermare. Ne risulta però una Riforma che se da un lato sta tagliando finanziamenti, e specie al Sud, come ho dimostrato recentemente in articoli anche su corriere università, non è riuscita a introdurre meritocrazia nei concorsi. Quindi soffrono i giovani, e il rischio enorme che si corre è che mentre nei periodi di vacche grasse, oltre a fare entrare quasi chiunque, entrava anche qualche bravo, ora proprio i bravi non entrino più, per via dei tagli, e per via del fatto che si è rallentato tutto, ma non risulta nei concorsi niente di fermo e preciso sul criterio bibliometrico. L'università si sta trasformando in 2 categorie, serie A con i grandi Politecnici spinti comunque da Profumo e Confindustria, e le grandi Università (specie del Nord, ma anche Napoli e Palermo vengono salvate) che dovrebbero fare ricerca, dove per ricerca si intende quello che interessa la Confindustria delle Piccole e Medie imprese, quindi poco piu' che lavoro di sviluppo precompetitivo. Poca o niente ricerca di base. Per le facoltà umanistiche, la vedo nerissima. Per una strategia di lungo respiro, vogliamo sperare in IIT, che in effetti fa ricerca di base, e tuttavia non credo in tutti i possibili settori, ma molto concentrata in robotica e nano. Basterà? E' un quadro omogeneo? E il fatto di ridurre il numero di studenti drammaticamente, specie nelle materie umanistiche, sarà un bene per il paese? Questa visione di Confindustria, che vuole far pagare gli errori del passato di aver buttato via le scuole tecniche professionalizzanti, facendo fare questo ruolo all'Universita'. Per assurdo, il Politecnico di Torino e di Milano, diventeranno dei grandi istituti tecnici che in Germania sono le Fachhochschule. Insomma, università ridotta a scuole superiori. Questo mi pare il rischio.

Scusate la prolissità, aspetto commenti.

Buona domenica.

michele

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