Carissimi
ringrazio tutti per l'attenzione. Tutte le osservazioni che abbiamo raccolto sono considerate da Gianni Cesareni, e da me.
Vi sottolineo alcune cose, lungi da esaurire la vs curiosità :-
1) Finora tuttavia non abbiamo trovato grosse falle, e i dati sono anche confrontabili, come ci suggerisce Ponter, con la % di "inattivi" che fu trovata in UK da RAE2001 e RAE2008, che era intorno al 40%. Notate che in UK influiscono molto le teaching universities, e nel RAE i dipartimenti SCELGONO di non includere i soggetti con poco o niente di presentabile, che PERO' vengono gravati in seguito di maggiore teaching e administrative duties.
http://italianscientists.blogspot.it/2012/04/comment-from-prof-alan-ponter-on-vqr.html
Cosa che da noi finora peraltro era vista come un vantaggio, perche' prendere corsi da dare poi al ricercatore faceva espandere il gruppo.
Ponter dice anche cose interessanti sui colleghi umanisti.
2) supponendo di avere X inattivi, cosa ne facciamo? Nulla? Anvur pubblichera' il loro numero, per es. come coloro che NON hanno messo i 3 lavori su VQR, o diremo che non lo hanno voluto fare?
3) a Celi, che parlava di abolizione valore legale, rispondo con la classifica delle Università in funzione del numero (in ordine crescente) di "improduttivi"
che sembra rispettare abbastanza bene la classifica fatta in precedenza per Hmedio docente, il che' dimostra che il dato è ben correlato.
http://italianscientists.blogspot.it/2012/04/la-classifica-delle-universita-in.html
Naturalmente rimane la questione delle materie che hanno troppi "improduttivi", che potrebbero essere in parte falsi "improduttivi". Ma guarda caso, le grandi Università di prestigio rimangono al vertice, anche se hanno molte facoltà umanistiche. Rimane da vedere cosa verrà fuori con ANVUR e VQR. Magari i dati coincideranno e allora sarà carino. Salta all'occhio tuttavia la discesa della Bocconi e della Normale di Pisa. Come mai?
Notate che abbiamo ordinato per improduttività come H<3, cercando di "mimare" il fatto che VQR raccoglie 3 lavori per docente, e supponendo che almeno 3 lavori esistano, e che siano almeno citati 3 volte l'uno, abbiamo voluto dare una stima veloce. In questo caso la media di improduttivi sale oltre il 52%. Quindi con il dato VQR verremo smentiti.
A proposito, se fossimo una nazione seria, il dato VQR si dovrebbe già sapere, invece magari non si sapra' mai.
Per me, se X sono improduttivi, andrebbero caricati di maggiori crediti o altri incarichi. Come mi ha scritto un fisico illustre:-
"when the dust will settle down magari poi troverte che all'estero le cose sono molto simili. Per esempio in Canada' solevamo dire e dimostrare che un 10 al 20 % di deadwood era sano se detto deadwood si dava da fare per la comunita' facendo piu' teaching degli altri (ma TUTTI dovevano insegnare) e svolgendo quellle mansioni in un dipartimento che richidono un accademico che conosce la ricerca ma non e; detto che sia un hot shot (esempio safety officer, director of undergrad education etc etc)"
In conclusione, noi parliamo di IMPRODUTTIVI o INATTIVI o DEADWOOD, ma solo in termini di Google Scholar (e probabilmente pure peggio per WOS - ISI e SCOPUS, che pero' non sono tecnicamente percorribili). La discussione se un settore SSD volesse in teoria decidere internamente a se stesso cosa e' bene per il Paese e' anche interessante. Mi viene in mente il caso degli scienziati famosi della seconda guerra mondiale che lavoravano a salvarci dai Nazisti. Quelli certo furono produttivi ! Ma temo che molti dei docenti italiani siano solo o oberati da troppa didattica e fusi, o ne approfittano per fare libera professione, o godersi la vita.
Saluti,MC
ringrazio tutti per l'attenzione. Tutte le osservazioni che abbiamo raccolto sono considerate da Gianni Cesareni, e da me.
Vi sottolineo alcune cose, lungi da esaurire la vs curiosità :-
1) Finora tuttavia non abbiamo trovato grosse falle, e i dati sono anche confrontabili, come ci suggerisce Ponter, con la % di "inattivi" che fu trovata in UK da RAE2001 e RAE2008, che era intorno al 40%. Notate che in UK influiscono molto le teaching universities, e nel RAE i dipartimenti SCELGONO di non includere i soggetti con poco o niente di presentabile, che PERO' vengono gravati in seguito di maggiore teaching e administrative duties.
http://italianscientists.blogspot.it/2012/04/comment-from-prof-alan-ponter-on-vqr.html
Cosa che da noi finora peraltro era vista come un vantaggio, perche' prendere corsi da dare poi al ricercatore faceva espandere il gruppo.
Ponter dice anche cose interessanti sui colleghi umanisti.
2) supponendo di avere X inattivi, cosa ne facciamo? Nulla? Anvur pubblichera' il loro numero, per es. come coloro che NON hanno messo i 3 lavori su VQR, o diremo che non lo hanno voluto fare?
3) a Celi, che parlava di abolizione valore legale, rispondo con la classifica delle Università in funzione del numero (in ordine crescente) di "improduttivi"
che sembra rispettare abbastanza bene la classifica fatta in precedenza per Hmedio docente, il che' dimostra che il dato è ben correlato.
http://italianscientists.blogspot.it/2012/04/la-classifica-delle-universita-in.html
Naturalmente rimane la questione delle materie che hanno troppi "improduttivi", che potrebbero essere in parte falsi "improduttivi". Ma guarda caso, le grandi Università di prestigio rimangono al vertice, anche se hanno molte facoltà umanistiche. Rimane da vedere cosa verrà fuori con ANVUR e VQR. Magari i dati coincideranno e allora sarà carino. Salta all'occhio tuttavia la discesa della Bocconi e della Normale di Pisa. Come mai?
Notate che abbiamo ordinato per improduttività come H<3, cercando di "mimare" il fatto che VQR raccoglie 3 lavori per docente, e supponendo che almeno 3 lavori esistano, e che siano almeno citati 3 volte l'uno, abbiamo voluto dare una stima veloce. In questo caso la media di improduttivi sale oltre il 52%. Quindi con il dato VQR verremo smentiti.
A proposito, se fossimo una nazione seria, il dato VQR si dovrebbe già sapere, invece magari non si sapra' mai.
Per me, se X sono improduttivi, andrebbero caricati di maggiori crediti o altri incarichi. Come mi ha scritto un fisico illustre:-
"when the dust will settle down magari poi troverte che all'estero le cose sono molto simili. Per esempio in Canada' solevamo dire e dimostrare che un 10 al 20 % di deadwood era sano se detto deadwood si dava da fare per la comunita' facendo piu' teaching degli altri (ma TUTTI dovevano insegnare) e svolgendo quellle mansioni in un dipartimento che richidono un accademico che conosce la ricerca ma non e; detto che sia un hot shot (esempio safety officer, director of undergrad education etc etc)"
In conclusione, noi parliamo di IMPRODUTTIVI o INATTIVI o DEADWOOD, ma solo in termini di Google Scholar (e probabilmente pure peggio per WOS - ISI e SCOPUS, che pero' non sono tecnicamente percorribili). La discussione se un settore SSD volesse in teoria decidere internamente a se stesso cosa e' bene per il Paese e' anche interessante. Mi viene in mente il caso degli scienziati famosi della seconda guerra mondiale che lavoravano a salvarci dai Nazisti. Quelli certo furono produttivi ! Ma temo che molti dei docenti italiani siano solo o oberati da troppa didattica e fusi, o ne approfittano per fare libera professione, o godersi la vita.
Saluti,MC
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